Giornata del Rispetto

Prima Giornata del Rispetto

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Personale scolastico

Docente e referente

Concepita in memoria di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso nel 2020 per aver difeso un amico in difficoltà, questa la “Giornata del Rispetto” intende rappresentare l’occasione per ciascuna comunità scolastica di porre in essere attività di riflessione e approfondimento in ordine alla più ampia tematica del rispetto, anche al fine di prevenire e contrastare ogni forma di violenza psicologica e fisica connessa a fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

“Il rispetto, infatti, è la base della convivenza civile, il fondamento di ogni relazione umana. Senza rispetto non c’è dialogo, non c’è ascolto, non c’è crescita. Eppure, mai come oggi, questa parola sembra smarrita, dimenticata, calpestata […] Ma il rispetto non è solo una questione di buone maniere o di semplice tolleranza. È un atteggiamento profondo, un modo di essere, di relazionarsi, di abitare il mondo in modo responsabile. Significa riconoscere la dignità dell’altro, accettare le differenze, dialogare senza prevaricare, ascoltare senza giudicare. Il rispetto è la base della democrazia, della libertà, della giustizia. Non si può parlare di società civile senza rispetto. E non si può insegnare il rispetto senza testimoniarlo con la propria vita.
Rispetto per le idee, rispetto per le persone, rispetto per l’ambiente e per i beni comuni, rispetto per le istituzioni, rispetto per la memoria, rispetto per la storia. Un rispetto che non si limita alle parole, ma si traduce in gesti concreti, in comportamenti quotidiani, in scelte responsabili. Rispetto è anche affermare il senso e il valore delle regole, che alimentano la giustizia guardando di nuovo, superando l’inerzia, rifiutando la rassegnazione. Il rispetto è la stella polare della convivenza, il collante che tiene insieme la comunità. Senza rispetto, tutto si sfalda, tutto si perde. Per questo, oggi più che mai, è necessario riscoprire il valore del rispetto, educare al rispetto, praticare il rispetto. Solo così potremo costruire una società più giusta, più umana, più solidale. Solo così potremo restituire senso e dignità alla nostra vita e alla medesima lingua umana.”
(Riccardo Maccioni)
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